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sabato 19 settembre 2015

DIPENDENTI IPAB SICILIA COMUNITA' DI BUONE PRASSI

DIPENDENTI IPAB SICILIA
Si pubblica
PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROF. ON.LE SERGIO MATTARELLA

spedita il 18.09.2015

A TUTELA DELLA DIGNITA'
DELLA DIFESA E DEL RICONOSCIMENTO
DELLO STATUS GIURIDICO ED ECONOMICO
DEI DIPENDENTI PUBBLICI
DELLE IPAB SICILIANE

F.to Movimento Ipab No Stipendio No Servizi

mercoledì 16 settembre 2015

DIPENDENTI IPAB SICILIA



PER LE IPAB NIENTE...
GRAZIE PRESIDENTE CROCETTA, RIPONEVAMO IN LEI LE NOSTRE SPERANZE... MA E' EVIDENTE CHE C'E' UN DISEGNO PER FARCI MORIRE DEFINITIVAMENTE.
GRAZIE A NOME DEI 750 DIPENDENTI DELLE IPAB SICILIANE E DALLE LORO FAMIGLIE.
ARS: la Giunta Crocetta vara manovra correttiva da 20 milioni di euro, che permetterà di trovare i fondi per i forestali, i precari dell'Esa e pure per gli operai ex Pip di Palermo.
Ai forestali saranno destinati circa 10 milioni di euro, ai Pip 6,6 milioni di euro. Decisioni che, come si apprende, non sarebbero state gradite dall'assessore al Bilancio Alessandro Baccei e dall'assessore al Lavoro Bruno Caruso.
Ai lavoratori Esa andranno invece 1,5 milioni di euro.
La mini-manovra varata ieri sera da Palazzo d'Orleans dovrà adesso superare l'esame dell'Assemblea regionale siciliana. Già lunedì prossimo la manovra di assestamento sarà trasmessa agli uffici di Palazzo dei Normanni per poi andare in aula.
adnkronos


DIPENDENTI IPAB SICILIA




MEDAGLIA DI LEGNO
ARDIZZONE GIOENI
Ipab, si dimette la Polimeni. M5S: “Approfondiremo gli atti”.
Lunedì 14 Settembre 2015 di Maria Bella
Il deputato Angela Foti preannuncia verifiche sugli atti emanati dall’ex commissario. Dalla Regione nessuna conferma sulle dimissioni. Jervolino: "Onore ad un alto funzionario dello Stato sulla cui serietà e competenza nessuno avrebbe potuto trovare nulla da ridire".
CATANIA. Ha rassegnato poche ore fa le proprie dimissioni da commissario straordinario dell’Ipab Ardizzone Gioeni, Anna Maria Polimeni. La decisione del viceprefetto vicario della Prefettura di Catania, maturata ufficialmente per motivi di natura personale, giunge dopo un fine settimana di accese polemiche, sollevate dal Movimento 5 Stelle. La deputata Angela Foti con un’interrogazione aveva chiesto la sua immediata rimozione per la mancata iscrizione all’albo regionale dei commissari delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Un’anomalia, così era stata definita, che rischiava di rendere nulli gli atti emanati durante lo svolgimento dell’incarico. Nonostante l’intervento della dirigente generale del dipartimento regionale Famiglia e Politiche sociali, Antonella Bullara, che aveva difeso la bontà di quella nomina, maturata in un contesto di straordinarietà, oggi sono giunte le dimissioni. Una notizia che trova conferma nelle parole del deputato acese.
“Questa decisione mi lascia pensare che il quesito posto abbia mosso una situazione che presentava diversi interrogativi – dichiara Angela Foti – Adesso sarà importante fare alcuni approfondimenti e capire se gli atti emanati durante questo breve periodo hanno efficacia o se sono nulli. E’ la questione centrale. La dirigente Bullara ha parlato di decisione straordinaria ma queste situazioni vanno comunque regolamentate altrimenti diventa una giungla. Ribadisco che in discussione non c’è la preparazione della dott.ssa Polimeni, ma il modus operandi. L’assessorato alla Famiglia – conclude la deputata del M5S – continua a collezionare medaglia di legno. L’insofferenza per una politica autoreferenziale ed una burocrazia logorante inizia a stufare, in primis gli operatori del settore”.
Sulla questione interviene anche il funzionario direttivo del dipartimento regionale Economia Salvatore Jervolino, che aveva contestato la nomina di un commissario non iscritto all’albo regionale. “Le dimissioni della dott.ssa Polimeni rappresentano una decisione certamente meditata e sofferta – dice Jervolino - che rende comunque onore ad un alto funzionario dello Stato sulla cui serietà e competenza nessuno avrebbe potuto trovare nulla da ridire, che aveva accettato l'incarico dietro sollecitazione del Prefetto di Catania e dell'assessore regionale della Famiglia, e comunque nel superiore interesse dell'Ipab Ardizzone Gioeni, nell'encomiabile tentativo di risanare una situazione complessa e compromessa. Sono certo – conclude il funzionario - che il nuovo commissario, che dovrà essere scelto fra i nominativi iscritti nell'apposito albo regionale, ed al quale va fin d'ora l'augurio di buon lavoro, saprà svolgere le funzioni affidategli con spirito di servizio, imparzialità e competenza”.
Ma dal dipartimento regionale Famiglia e Politiche sociali non giunge alcuna conferma sulla notizia delle dimissioni di Anna Maria Polimeni. “Non posso confermarla – dichiara il dirigente generale Antonella Bullara - Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale”.



martedì 15 settembre 2015

ipab

Ipab, si dimette la Polimeni 
M5S: “Approfondiremo gli atti”

Il deputato Angela Foti preannuncia verifiche sugli atti emanati dall’ex commissario. Dalla Regione nessuna conferma sulle dimissioni. Jervolino: "Onore ad un alto funzionario dello Stato sulla cui serietà e competenza nessuno avrebbe potuto trovare nulla da ridire".




venerdì 11 settembre 2015



Questo Comitato di lotta, nasce per affermare, che ogni lavoratore, che svolge il suo lavoro, ha il diritto di ottenere la retribuzione.
Concetto semplice a parole e di universale condivisione.
Purtroppo, per gli onesti Lavoratori delle IPAB SICILIANE, questo diritto è ormai negato, in barba ad ogni dettato etico e giuridico.
Nelle 150 IPAB sparse per tutta l'isola, giornalmente assistiamo circa 2500 UTENTI, tra Anziani non autosufficienti, Bambini, Soggetti portatori di handicap ed Immigrati, i cui bisogni, necessità, aspettative di vita e speranze, vengono dai potenti della politica IRRESPONSABILMENTE calpestati.
I servizi alla persona, vivono e possono essere erogati, solo se i Dipendenti si sentono gratificati dal semplice pagamento della retribuzione ordinaria, che è lo stipendio.
Se questo non avviene è bene non erogare servizi.
Da quì lo slogan, che costituisce la consapevolezza dei Dipendenti:
IPAB.NOSTIPENDIO.NOSERVIZI.
Sia chiaro e si tolga ogni dubbio, amiamo il nostro lavoro e per questo vorremmo difendere quanto di buono abbiamo costruito.
Il vero capitale delle IPAB SICILIANE è l'insieme delle risorse umane e professionali in esse operanti, che ogni giorno, responsabilmente, pur con mille difficoltà e senza retribuzione, regalano ancora qualche sorriso agli Utenti, ed ai loro Parenti.
Per cui è necessario ed urgente, unire le nostre energie, certi, che la forza delle idee e dei numeri, può costituire la nostra salvezza e quella delle nostre famiglie.





COMUNICATO

-APPRESO CHE in data 7 luglio 2015, si è costituito presso l'Assessorato Regionale alla Famiglia, il Tavolo Tecnico, per le problematiche ed il riordino delle IPAB, che si spera possa risolvere l'annoso problema del pagamento dello STIPENDIO al Personale Dipendente in esse operante; -VISTO CHE a onor del vero per la REGIONE ed i COMUNI questo problema non sussiste, visto che i Dipendenti non vengono retribuiti ormai in tutte le strutture, con ritardi stipendiali di 60 mensilità ed oltre; -VISTO CHE ad oggi, continua l'inasprimento finanziario della Regione Siciliana e dei Comuni, nei confronti delle Ipab; -VISTO CHE i Dipendenti, nonostante tutto, con altissimo senso di responsabilità, fino ad ora, hanno consentito col proprio lavoro la realizzazione degli scopi statutari dei propri Enti, assicurando dignità ad Anziani, Bambini, Disabili ed Immigrati e tutto questo senza retribuzione; -CALPESTATI dal comportamento irresponsabile della Politica, che a perso il senso del proprio dovere verso i più deboli e bisognosi e nel caso delle Ipab, la palese volontà di disarcionare le Strutture, mettendo in MOBILITA' il PERSONALE DIPENDENTE, non riconoscendo, l'immenso e vero capitale, che è dato dalle risorse umane e professionali; -TENUTO CONTO della composizione del Tavolo Tecnico, che dovrebbe e potrebbe operare, per risolvere le problematiche delle Ipab (compreso il pagamento degli arretrati stipendiali al Personale Dipendente), attraverso un DL di riordino; SI RIVOLGE UN ACCORATO APPELLO in maniera democratica e composta, affinchè si operi e si dia immediata risoluzione al problema del PAGAMENTO DELLO STIPENDIO e si invitano i Sindacati, immediatamente dopo l'incontro a volere riferire in merito. Si informa, che, essendo ormai maturato nel Personale Dipendente il concetto di NO STIPENDIO NO SERVIZI il permanere di atteggiamenti ostili e provocatori, comporterà lo STOP DEI SERVIZI e l'inizio di una lunga e dura lotta di classe. Il presente comunicato è stato inoltrato: alle PREFETTURE, ai SINDACATI CGIL-CISL-UIL, all'ANCI SICILIA, all'ARES IPAB e ANSDIPP, all'ASSESSORE REGIONALE ALLA FAMIGLIA, alla CHIESA DI SICILIA.



RIFORMA DELLE IPAB


NUOVO TAVOLO TECNICO (sintesi del 7/7/2015) Insediatosi ieri, presso l'Assessorato alla Famiglia, il nuovo tavolo tecnico per discutere del ddl sulla riforma delle Ipab. In premessa la Dott.ssa Bullara ha rappresentato la fitta corrispondenza con il Dipartimento regionale dell'Economia tendente a ricondurre anche le Ipab nell'alveo dei criteri previsti dal dl 118 che disciplina i Bilanci degli Enti Pubblici, con tutte le rigidità che ne sarebbero conseguite. Querelle, questa tra i due Dipartimenti, risoltasi con la conferma che le Ipab non sono Enti strumentali. Aldilà delle premesse, la discussione è poi entrata nel merito dell'ordine del giorno. Ci è stata consegnata una bozza cartacea del ddl, che alleghiamo in copia, targato Caruso (neo assessore alla Famiglia). Rispetto al precedente, quello di due anni addietro, questo ddl risulta estremamente semplificato e si propone di indicare una cornice, da votare all'Ars, per poi essere attuata con Decreti e Circolari mirate. Alcuni importantissimi temi, però, non sono stati ancora previsti, due in particolare: il Patrimonio ed il Personale. A detta del Dipartimento, su questi due punti nodali vi è la massima apertura e verranno definiti soltanto a fronte dei lavori del tavolo tecnico. Particolare ispirazione, sempre il ddl, la trae dalle norme partorite dalle Marche e dalla Toscana, le regioni con le problematiche più simili alle nostre. Tre gli scenari ipotizzati per il futuro delle Ipab: 1) la pubblicizzazione di alcune, di quelle che avrebbero i requisiti per entrare nel circuito dei servizi alla persona (sociosanitari); 2) la privatizzazione di altre (fondazioni ecc..); 3) l'estinzione di quelle che non hanno nessun requisito per sopravvivere. Infine, considerato che era appena stata annunciata la massima disponibilità in tema di personale, quello a noi più caro, al fine di evitare che la discussione prendesse una piega antipatica, con la formulazione di ipotesi di mobilità e/o licenziamenti ecc.. abbiamo chiesto all'Amministrazione, insieme alla bozza in word del ddl di inviarci anche un analitico monitoraggio dell'intero territorio siciliano. Prossimo appuntamento martedì 21 luglio, previa formale convocazione. Nota inviata dalla CISL Funzione Pubblica Sicilia



IPAB: MOLTE RISORSE, PATRIMONI INUTILIZZATI E MOLTI PROBLEMI. Le Ipab (acronimo di Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza), che nel nostro Paese hanno svolto e continuano a svolgere con immense difficoltà, un ruolo fondamentale, sul versante dell’assistenza agli Anziani, ai Bambini, ai Soggetti portatori di handicap e agli Immigrati, oggi, si sentono svilite e impoverite. Sono un mondo apparentemente sconosciuto, dalle grandi opportunità e dai grandi problemi, da attribuire in parte, all’utilizzo improprio e non ottimizzato del proprio patrimonio. Hanno beni patrimoniali straordinari, alcuni anche di notevole interesse storico, che non vengono utilizzati funzionalmente. Questo ha contribuito a creare disagi occupazionali e ritardi stipendiali ai Dipendenti. Le Ipab, sono un patrimonio per le Comunità e sarebbe ora, che la Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato alla Famiglia (ex Enti Locali), che è anche l’Organo Tutorio delle Ipab, definisse il “riordino e riassetto”, attraverso un processo legislativo “giusto”, che metta insieme Ipab e Sistema Socio-Assistenziale, superando le attuali leggi di riferimento. Attualmente solo alcune (pochissime), riescono a svolgere regolare attività e corrispondere puntualmente le retribuzioni ai Dipendenti. Altre (tantissime), pur garantendo sempre e comunque i servizi, non fanno altrettanto con gli stipendi. Purtroppo non si trova traccia di coinvolgimento, integrazione e sinergia, tra Ipab, Comuni, ASP e Distretti Socio-Sanitari. La Politica e la Burocrazia fanno il resto. La Politica (che ha enormi responsabilità), continua ancora a lavorare, a un DDL, che si attende ormai da quasi vent’anni, ma che non è mai arrivato. Ultimamente però un percorso legislativo, l’Assessorato Regionale alla Famiglia, sembra averlo avviato e un Tavolo Tecnico ha cominciato a lavorare il 7 luglio. Sembrerebbe già pronto un nuovo DDL. Quest’ultimo, però, non fa opportuna chiarezza a proposito di Patrimonio e Personale Dipendente delle Ipab. Questo, ovviamente, non solo indispone ma preoccupa circa 750 Dipendenti (di circa 150 Ipab Siciliane) e le loro famiglie. Per capire cosa vuole fare la Regione Siciliana, a proposito di Ipab e di Personale, si riporta un intervento della D.ssa Bullara (Dir. Gen. Dipartimento Servizi Sociali della Regione Siciliana), rilasciata alla stampa, in occasione di un convegno a Messina del 9 luglio 2014 e disponibile in parte sul canale youtube (https://www.youtube.com/watch?v=S5Kxg3Pt3B8): “I tempi sono già maturi, le Ipab sono al centro dell’attenzione del nostro sistema di welfare e rappresentano un elemento importante della filiera dei servizi alla persona. E’ importante ricreare un sistema alla riqualificazione delle strutture,che utilizzi la professionalità acquisita negli anni, nei servizi alla persona. Tutto questo passa da una revisione normativa che abbiamo già scritto. I tempi per una riqualificazione del settore sono molto vicini. Noi –continua la D.ssa Bullarastiamo effettuando uno studio approfondito e caso per caso sulle governance, sui patrimoni, sul personale e sulle attività per ogni Ipab. Attraverso questo possiamo ripensare il ruolo importante per le Ipab, che devono diventare una risorsa”. L’aspetto occupazionale è tra i nodi più delicati. La D.ssa Bullara, però, sempre in quell’occasione, “rassicurò” tutti i Dipendenti, garantendo che il futuro DDL, si sarebbe fatto carico anche della loro sistemazione e stabilendo in quale modo sarebbero stati utilizzati: “La Regione Siciliana dovrà istituire un fondo destinato alle Ipab, necessario per fronteggiare la fase di cambiamento. Si creerà anche una stanza di compensazione e liste territoriali in cui confluiranno tutti i lavoratori attualmente impiegati, prima di avviare, qualsiasi fase di mobilità”. Su queste ultime dichiarazioni è necessario riflettere, ed è altrettanto necessario che venga fatta la chiarezza opportuna, perché il Personale Dipendente attuerà tutte le necessarie e doverose forme di lotta, per difendere e tutelare il proprio Status Giuridico ed Economico. Fabio Venezia - Comitato Ipab NoStipendio NoServizi




COMUNICATO


 Con grande soddisfazione prediamo atto che il Comitato dei Dipendenti che abbiamo chiamato “IPAB NOSTIPENDIO NOSERVIZI” cresce in maniera superba. Crescita che ha avuto la sua accelerazione dal 2 luglio, data di attivazione della BACHECA FACEBOOK (alla pagina IPAB NO STIPENDIO NO SERVIZI). In poco più di un mese, pensate, che i “mi piace” hanno superato quota 500 (ad oggi 514). La protesta, finalmente, fino a qualche tempo fa latente a livello di Ente o poco più, ha preso forma, è diventata visibile e condivisa. Protesta democratica e composta, come nello stile dei Dipendenti delle IPAB, che si contraddistingue, ed in questo cresce, con la pubblicazione e la visualizzazione di quelle azioni di assistenza, operate negli Enti, che abbiamo chiamato “buone prassi”. Mancano ancora all’appello circa 40 strutture che, vedi caso, sono sorrette da Amministrazioni Straordinarie. NO COMMENT…………!!!!!!!!!!!! Negli incontri itineranti con tanti colleghi ed amici così come via WEB o via Email (ipabnostipendionoservizi@gmail.com) molte sono state le proposte di lotta emerse: scioperi, manifestazioni, disobbedienze, occupazioni di aule consiliari, scioperi della fame, serrate, ecc. Come molte sono state le critiche, pervenute da Sindacalisti, Presidenti, Commissari e da parte di qualche Segretario/Direttore, che ci additano, parafrasando lo slogan del movimento medesimo (no stipendio no servizi), che in questo modo bloccheremo l’attività creando dei notevoli disservizi all’Utenza e a chi è nel bisogno. Critiche bigotte ed a volte anche meschine se messe in confronto con i NOSTRI SACRIFICI. Un detto popolare dice che “il ricco non capisce il povero”. Questi Commissari, questi Amministratori e la Politica in genere, senza dimenticare le colpe dei Sindaci, HANNO SOLO PAURA che l’attività di lotta dei Dipendenti metta in evidenza le loro colpe e le loro incapacità ad amministrare; in volgo popolare lo “stringisi li spaddi” accompagnato dalle dizioni “non è colpa mia” e/o “non ci posso fare niente” non esime, ognuno, per il proprio livello, ad assumersi le responsabilità del mancato rispetto del pagamento dello stipendio ai Dipendenti. Discorso a parte, invece, deve essere fatto per i SINDACATI (di tutte le sigle). QUI SI COGLIE PER INTERO IL SENSO DI FRUSTRAZIONE E DI ABBANDONO OPERATO DAI SINDACATI A LIVELLO REGIONALE E COME MAGRO SIA STATO IL BOTTINO SPUNTATO A FAVORE DEI DIPEDENTI. Anzi, PROPRIO A LIVELLO REGIONALE, questo si sta dimostrando contrario agli interessi dei Dipendenti, ed il loro perdurante colpevole distacco del problema, ormai incancrenito, che colpisce da anni…750 famiglie, autorizza oggi la regione a pensare che ormai è giunta l’ora di chiudere queste strutture e mettere il personale in “mobilità per disponibilità”. Senza poi parlare dell’attuale dirigenza del gruppo settimo che sta costringendo gli Enti, a detta dei Presidenti, al ricorso alla Magistratura per il riconoscimento di semplici diritti sfacciatamente negati. E MAGARI QUESTO, RIENTRA NEGLI OBIETTIVI E NEI BADGET ASSEGNATI, COSTITUENDO PER LORO, PERFORMANCE LAVORATIVE POSITIVE, A CUI SI POSSA ASSEGNARE IL “PREMIO”. Ecco allora la necessità di questo Comitato, in questa prima fase, di SCUOTERE DAL TORPORE, chi pensa che ormai non si possa più fare niente, di introdurre, rispetto alla becera “lotta”, nuove forme di protesta, che possano colpire al cuore i nostri avversari. Ci vuole pazienza ed olio di gomito, nella considerazione, inoltre, che fino ad adesso l’unico investimento per riuscire faticosamente a coinvolgere tutti, è il tempo di pochi di noi. Amiamo il nostro lavoro e vogliamo salvaguardarlo. Alziamo lo scudo di difesa dei nostri Enti e del Patrimonio nel rispetto delle tavole fondative e di tanti donatori che dal cielo gridano vendetta e ci impongono di rispettare le loro volontà. UNIAMOCI, FACCIAMOCI AVANTI, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE, DIAMOCI UNA SPERANZA. Se la TUA AMMINISTRAZIONE non ti ha ancora informato di questo Movimento e delle iniziate intraprese ti forniamo di seguito il necessario contatto: -COMITATO DI LOTTA IPAB NOSTIPENDIO NOSERVIZI – SEDE c/o Centro Servizi Sociali Rizzuti-Caruso CALTABELLOTTA (AG) Referente: Pino Marciante 328.4781271 E-MAIL: ipabnostipendionoservizi@gmail.com -COMUNICAZIONE E PAGINA FACEBOOK: IPAB NOSTIPENDIO NOSERVIZI (AGGIUNGI “MI PIACE”) E SEGUICI GIORNALMENTE -FIRMA LA PETIZIONE DA PRESENTARE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORNO 7










COMUNICATO
 Ieri 07/09/2015 alle ore 15:30, nei locali dell'Opera Pia Telesino a Palermo, si è celebrata l'ASSEMBLEA GENERALE DEI DIPENDENTI IPAB SICILIA, convocata dal Comitato "Ipab No Stipendio No Servizi", che si trasformerà in Associazione avente rilevanza giuridica. Interessanti gli interventi di: -Pino Marciante - Coordinatore del Comitato; -Filippo Raitano - Segretario Regionale Ansdipp; -Fabio Venezia - Segreteria/Comunicazione Comitato; -Dott. Sebastiano Gurrieri; -Mario Taccetta - Presidente dell'O.P.Telesino di PA. Straordinaria quanto sorprendente la partecipazione dei Colleghi Dipendenti Ipab, provenienti da ogni parte dell'Isola, che hanno dato il loro contributo ai lavori Assembleari. Si è discusso: -della grave situazione economica, in cui versano, ormai, tutte le Ipab Siciliane, aggravata dall'azzeramento, a partire dal 2015, del Contributo L.R. 71/82; -del mancato pagamento dei progetti di implementazione delle attività, relativi al 2011; -del DDL di riordino delle Ipab, che nulla o quasi nulla dice a proposito di Patrimonio e di Personale Dipendente, nascondendo l'ombra del ricorso alla Mobilità e al Licenziamento dei Dipendenti stessi. Ovviamente diventa inevitabile la Mobilitazione Generale dei 750 Dipendenti e delle loro Famiglie. Si è preso atto, dell'abbandono, di tutte le FORZE POLITICHE, che hanno ormai da tempo mollato le Ipab al loro destino (la chiusura) e delle Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL, che sebbene invitate a partecipare, hanno volutamente disertato l'Assemblea. E' in corso di preparazione, un'incontro a Messina, dove verrà decisa la data dello SCIOPERO GENERALE, davanti la sede dell'Assessorato alla Famiglia. Fabio Venezia – Comitato Ipab No Stipendio No Servizi






PUBBLICHIAMO ARTICOLO DEL GIORNALE DI SICILIA DEL 09 SETTEMBRE 2015 Ipab Ravanusa. Il Comune assume ed è polemica. di Paolo Picone - 09 Settembre 2015. L’amministrazione agli Lsu: «La loro assunzione è prevista dalla legge». Il responsabile dell'area Finanza, Erba, ha denunciato tentativi di intimidazione. RAVANUSA. Il Comune assumerà molto presto due ex dipendenti dell’Ipab «San Vincenzo De Paoli» così come prevede la legge e come ha stabilito il giudice del lavoro a cui si sono rivolti due lavoratori. I primi due ad essere assunti sono Salvatore Grifasi (ex presidente del Consiglio comunale) e Concetta Longo, che hanno ottenuto anche un decreto d'urgenza, che il Comune, ad oggi non ha ancora ottemperato. Il sindaco Carmelo D'Angelo ha «delegato» il responsabile dell'area Finanza, Rocco Erba, di provvedere ad istruire la pratica e ad assumere i due lavoratori. Ma a questa decisione si stanno opponendo in maniera ferma e decisa i lavoratori socialmente utili, secondo i quali, prima di procedere a qualsiasi assunzione il Comune deve pensare alla loro stabilizzazione. Dall'ente spiegano, ed hanno spiegato anche agli Lsu che la legge impone questa immissione in ruolo dei due dipendenti ex Ipab, ma nonostante ciò gli Lsu sono arrabbiati e stanno cercando di fare «muro» attorno ad una decisione che sembra essere scontata.